Beni culturali

Un giro in paese

Lugnano vale una visita e una passeggiata non solo per la Chiesa di S. Maria e Collegiata del XII sec., ma per tutto il borgo che racchiude angoli pittoreschi ed offre insospettati scorci panoramici. II centro Storico, caratteristico per la sua impronta medioevale, e' a tuttoggi rimasto integro. Da ammirare le sue mura, i resti delle torri, tra cui spicca integra la Torre Palombara. Tipica torre medioevale, sulla quale e' visibile una Bianca colomba in pietra. Su di essa esiste una leggenda. Sarebbe stata costruita perche' i colombi hanno salvato Lugnano avvertendo l'arrivo dei nemici. Poco credibile, ma anche le leggende possono avere un piccolo contenuto di verita'. Piu' realisticamente e storicamente si deve ritenere uno strumento di difesa poiche' in essa si allevavano e custodivano i piccioni viaggiatori, il mezzo di comunicazione piu' celere in particolare con Orvieto.

Il Paese e' dominato da Palazzo Vannicelli in Piazza della Rocca, dalla mole dei due Conventi alla estremita' sud e al centro da Palazzo Pennone, il piu' imponente. Bisogna addentrarsi nel borgo per scoprire ed apprezzare l'atmosfera di questa citta' in miniatura ed e' bene farlo a piedi, entrando dalla Porta Medioevale. Una caratteristica via ellittica porta nel cuore del paese dove si possono scoprire le pittoresche scorciatoie fra giochi di archi e scalette.

L'ingresso al paese avviene da viale Regina Margherita. Percorrendo questo viale si giunge a Piazza della Rocca. Da qui si scende per arrivare a Piazza Santa Maria, la piazza della celebre Collegiata. Costruita in eleganti forme romaniche, la Collegiata e' uno dei piu' significativi esempi iconografici ed architettonici dello stile romanico.

Si scende dalle scalette alla destra della Collegiata verso via Garibaldi giungendo alla Porta. La Porta fa parte integrante del complesso di mura di difesa di Lugnano, costruite per ordine di Papa Leone IV negli anni 847-849. Restaurata nella seconda meta' del 1400 per ordine di Papa Pio II Piccolomini, presenta nella lapide il simbolo della famiglia Piccolomini. La cinta muraria di Lugnano si e' mantenuta ed in alcuni punti e' stata inglobata da case appoggiate ad essa con i caratteristici orti o Logge della contrada Logge.

Entrando sulla sinistra si trova la piazzetta un tempo mattonata e fornita di un Pozzo per il ristoro di chi entrava in paese. Da qui si offrono due possibili itinerari: proseguire in discesa verso il rione "Logge" oppure risalire da via Duca degli Abruzzi, caratteristica via ellittica, dove le case sono unite tra loro come per scaldarsi e sostenersi e si aprono nella via con ampi portali ad arco. Qualunque via si scelga, si attraversano scorci caratteristici, vicoli e scalinate.

Alla fine di via Duca degli Abruzzi si giunge di fronte all'ex convento dell'Annunziata, istituito nel 1576 su interessamento della comunita'. Le monache inizialmente erano Agostiniane, poi adottarono la regola di S.Benedetto divenendo benedettine. La facciata e' stata recentemente restaurata. Poco piu' avanti, in piazza Marconi, si trova la Chiesa di Santa Chiara, parte integrante del monastero della Clarisse, istituito a Lugnano nel 1470. oggi sono presenti le Maestre Pie Venerini con una scuola materna. Da qui si percorre via Umberto I, il corso principale del paese dominato dalla mole del palazo Ridolfi-Farnese detto Pennone, sede del Municipio.

Sulla sinistra, un bellissimo archetto fa da sipario alla piazzetta di campo dei Fiori, uno degli scorci piu' belli del centro storico. Incamminandosi in discesa verso via campo dei fiori si giunge ai giardini dell'Ex Orto Ungari, uno dei punti panoramici piu' belli da cui osservare la bassa valle del Tevere. Da qui si vedono il Castello ed il Lago di Alviano, l'ansa del Tevere. Piu' a Sud gli imponenti monti Cimini fino al monte Soratte in direzione di Roma.

Lugnano sorge su di un colle roccioso, a nord e Nord-Est e' protetto da una catena di monti costantemente verdi e facilmente accessibili. Dall'alto delle sue antiche mura si scorge il Tevere, che lambisce le sue terre. Lungo la valle che da esso prende il nome si gode uno splendido panorama. Il territorio prevalentemente collinoso, si estende per circa 3000 ettari tra coltivazioni cerealicole, vigneti ed oliveti dai quali viene prodotto olio extra-vergine di finissima qualita'; vi si respira una aria sana e vivificante in un clima sempre mite.

Nel periodo romano e' certamente uno dei centri preminenti del cosiddetto "agro-amerino-romano" che si estendeva presumibilmente dalla Via Amerina fino a Guardea. Tutto cio' risulta documentato sia da scoperte archeologiche, i cui numerosi reperti sono conservati in un Antiquarium (della Villa romana di Poggio Gramignano), che dalla letteratura latina (questa zona viene citata nelle sue opere da plinio il Giovane). Nell'alto e basso medioevo Lugnano presenta uno sviluppo piuttosto singolare, diventando comune intorno al 1000. Nei secoli XI e successivi vengono indicati numerosi nomi come signori di Lugnano: duchi di Montemarte (intorno al 1000), poi i conti Bovaciani di Todi (1147), un Guido senza nome in qualita' di visconte (1204), un Tebaldo Vagliante visconte (1216), gli Orsini (primi anni del secolo XIV), Tommaso di Alviano (1370). In realta' questi personaggi vanno considerati come "defensores" (difensori), ai quali i Papi affidavano la difesa dei loro territori e terre. Signori e padroni della terra di Lugnano sono sempre i Papi, facendo essa parte del patrimonio di San Pietro.

Clicca e guarda le Immagini della Chiesa S.Maria

Alleata o dipendente della citta' di Orvieto ne segue le vicende nella contesa tra Guelfi e Ghibellini, in particolare contro Todi ghibellina a cui sottostavano Amelia e i Signori di Alviano, proprietari di Alviano, Guardea e Attigliano. Documentata da una bolla di Gregorio IX (1 Aprile 1239) e' la vittoria dei lugnanesi e degli orvietani contro Todi ed Amelia che avevano assalito Lugnano. Le mire espansionistiche di Todi, per il controllo del Tevere, fanno si che Lugnano rimanga isolato con il solo sbocco verso Orvieto e i castelli oltre il Tevere.

Nel 1449 su ordine di Pio II (Enea Silvio Piccolomini) vengono restaurate le mura della Terra di Lugnano, la spesa comunque e' a carico della Comunita'. Nel 1497 e' Bartolomeo d'Alviano che rovina e depreda la Terra di Lugnano. Il fatto si rinnova nel 1502 per opera dei fratelli di Bartolomeo, l'abate di S. Valentino, Bernardino e Aloisio di Alviano. Nonostante tutto, la Comunita' reagisce e sotto la spinta rinnovatrice di Giulio II si dota del compendio organico degli Statutari ordinamenti, che risalgono al XI secolo: lo statuto della Terra di Lugnano (1508). Esso contempla e regola ogni aspetto della vita sociale, delle interrelazioni tra Comunita' e singoli e nei minimi dettagli di vita, di lavoro, di animali e di territorio. Questo tesoro di civilta' e' oggi tradotto e disponibile in un testo pubblicato dallo studioso lugnanese Terzo Pimpolari.

Nel 1600 inizia il declino del Comune, provocato dalla perdita del senso di "comunita'" e dall'emergere di una oligarchia di poche famiglie nel governo del Comune, che via via si appropriano dei beni del Comune per arricchirsi. Negli anni e' un progressivo detoriamento e un indebitamento costante che provoca poverta' nella popolazione. La situazione non cambia nel 1700 e nel 1800. In questi anni interviene a sostegno della popolazione il Capitolo della Collegiata di S. Maria che, durante la Repubblica Romana e il Regno di Napoleone, impegna gli argenti della chiesa per comprare il grano per il pane. Verso la metà del 1800 si risveglia, in parte, il senso comunitario e iniziano le cause giudiziarie contro i Vannicelli e i Bufalari per il recupero dei beni comunitari di cui si erano appropriati. Queste cause giudiziarie terminano con la "Transazione Vannicelli" (10 giugno 1910) e la costituzione della universita' agraria (23 Aprile 1913), che diventa proprietaria di circa 800 ettari di terra.

Agli inizi del 1900 gli abitanti di Lugnano erano 2243, all'interno del paese 785, nella campagna, quasi tutti contadini, 1458.Scoppia la prima Guerra Mondiale con 35 caduti di Lugnano, poverta', malattie come spagnola e la tubercolosi. Il regime fascista non crea condizioni migliori nel paese, anzi la seconda Guerra Mondiale porta ancora sofferenze e lascia nella popolazione divisioni e rancori.

Ma Lugnano della Teverina, nonostante tutto, mantiene la sua bellezza, la sua salubrita', il fascino della sua Chiesa e delle sue strutture, il suo ambiente incontaminato e accogliente.

Chiesa di S. Maria o Collegiata

Gioiello di stile romanico. del secolo XI o XII, e' citata in ogni buon libro di storia dell'arte. Edificata su di una costruzione del IX secolo, presenta una facciata che consta di un pronao a cinque colonne. La volta, sorretta da costoloni, e' aperta lateralmente e sopra i cinque archi a sesto acuto sono visibili metope raffiguranti i quattro Evangelisti ed alcuni elementi musivi dei fratelli Cosmati. Nella parte piu' alta sono presenti due oculi ed un rosone con disegno a doppia ruota in classico stile Umbro. Sormonta il tutto un rosone piu' piccolo, circondato da sette tazze in porcellana e, all'apice del tetto, un'aquila. L'interno, a tre navate, e' ricco di colonne e capitelli variamente decorati.

Il pavimento, in stile alessandrino-cosmatesco, e' a mosaico. La cripta, preceduta da un'origina- "Schola Cantorum" conserva un Crocefisso in alabastro del secolo XVI, a cui vengono attribuiti poteri miracolosi. Nella Chiesa sono inoltre custodite numerose opere di grande valore artistico: un trittico dell'Alunno, situato nell' abside, una Crocifissione di Scuola Giottesca recentemente rubato e, nella Cappella, una Decollazione di S. Giovanni Battista di Livio Agresti; oltre ad un antico organo di pregevole fattura costruito nel 1756 da C. Werler e recentemente restaurato dalla fondazione Carit.

Palazzo Pennone

L'edificio, curiosamente tagliato in due dalla Galleria omonima, ha pianta rattangolare e si articola su tre piani. Gli angoli del Palazzo, le balaustre ed il bugnato dei portali sono realizzati in travertino. L'edificio e' noto come Palazzo Ridolfi-Farnese, cardinali governatori di Lugnano. Il nome Pennone sembra far riferimento all'immagine suggestiva del pennone di una nave, come punto piu' alto di Lugnano il palazzo svetta imponente sul borgo.

E' stato costruito intorno al 1650, probabilmente sul sito dell'antico palazzo comunale, la Chiesa di San Pietro e la Cancelleria. In realta' il nome deriva da Antonio Pennoni, primo proprietario o committente del Palazzo. Divenne successivamente proprieta' della famiglia Vannicelli, della quale si conserva, sopra il pozzo, uno stemma in ferro battuto. Fino al secolo XVIII e' stato dimora del Governatore della Sede Apostolica, quindi vicendevolmente granaio, mulino centro di allevamento di bachi da seta, fino a cadere in completo disuso. Recentemente ristrutturato, e' oggi sede del Comune.

Chiesa e Convento di San Francesco

Costruito nel 1229 nello stesso luogo dove nel 1212 il Santo aveva predicato e compiuto un miracolo. Nella chiesa si puo' ammirare l'affresco che ricorda il miracolo: il Santo fa liberate da un'anatra un bambino azzannato da un lupo. Tale affresco e' stato recentemente restaurato. Nell'opera di recupero fatta intorno al 600, con il cambiare dei gusti dell'epoca, l'affresco era stato ritinteggiato con tempera di caseina, alterando i colori di alcuni componenti nonche' inserendo un paesaggio sullo sfondo della pittura. Dopo vari test nel portare via tutta la parte ritinteggiata, e' venuto alla luce un affresco integro realizzato nel '300 con la tecnica del "buon fresco" raffigurante una scena semplificata con canoni e particolari grotteschi. Un raro affresco dei proto-martiri francescani e' visibile all'interno del convento.

Clicca e guarda le Immagini della Chiesa S.Maria

Il Convento vive nel '600 un fiorente periodo. Qui muore, il 22 Giugno 1540, il beato Gonella da Norcia. Nel 1608 viene costruito l'elegante chiostro ornato con una serie di eleganti colonne in travertino e da affreschi raffiguranti la vita di san Francesco. E' del 1680 la costruzione del campanile in forme baroccheggianti che si ammira tuttoggi. Fiorente centro religioso fino al 1930. Nel 1988, per opera dell'Associazione san Francesco, viene rifatto il tetto della chiesa; in seguito e' stato rimosso il pavimento in graniglia del 1950 ed e' tornato a splendere l'antico pavimento in cotto. Nell'anno 2004 e' stato realizzato, in memoria di Mario Tessicini, primo Presidente dell'Associazione San Francesco, un bell'altare liturgico ed e' stata restaurata la porta della chiesa in legno di noce.

La Fabbrica

La Fabbrica puo' considerarsi il simbolo o memoria dell'economia agricola e dei tentativi di industrializzazione di Lugnano. Fu costruita, su disegno dell'Ingegner Paolo Zampi di Orvieto, nei primi anni del 1900 probabilmente dal conte Giovanni Vannicelli-Casoni. La struttura e' caratterizzata dalla tipica architettura industriale dell'epoca. Venne utilizzata dal conte Filippo Vannicelli, intorno al 1920, per una industria per la fabbricazione di lampadine, denominata Helios, liquidata nel 1922. Successivamente ospita una mola e un pastificio, dotato di generatori di corrente, per breve durata anch'esso. Con il fallimento dei Vannicelli passa di proprieta' ad Ottorino Pimpinelli, poi al Santori che la utilizzano come centro agricolo: mola dell'olio, cantina, deposito di frumenti e cereali. Cosi' la utilizza anche il successivo proprietario, la RAS.

Negli anni '90 viene acquistata dal Comune di Lugnano e con un progetto a scopo prevalentemente culturale viene parzialmente ristrutturata. La fabbrica sta diventando il centro culturale, ricreativo e di promozione turistica del paese, in procinto di accogliere l'Antiquarium comunale prevalentemente costituito dai prestigiosi reperti della Villa romana di Poggio Gramignano e recentemente trasformatosi in vero e proprio Museo civico; il ricco archivio storico e notarile di Lugnano di cui fa parte l'antico statuto comunale, lo "Statuta Communitatis Terrae Lugnani" del 1508; una sala per mostre, sala conferenze ed altri strumenti di promozione turistica.

La villa rustica di Poggio Gramignano

Sulla sommita' di un poggio, in posizionc dominante rispetto alla valle del Tevere, sono visibili i resti di una villa rustica del I sec. a.C. di notevole estensione. A partine dal II sec. a.C. gli aristocratici romani, dettero vita al concetto di villa, ossia dimora di campagna che era a1 tempo stesso azienda agricola di produzione.

Nel 1988 in collaborazione con la Pro-Loco e il Comune di Lugnano il Prof. David Soren dell'Universita' dell'Arizona inizia gli scavi a Poggio Gramignano. La ricchezza e la complessita' delle strutture rinvenute la bellezza e la qualita' dei pavimenti in mosaico policromo, fanno ritenere che ci troviamo di fronte ad una grande villa agricola, fornita anche di un suo settore produttivo. Nel 1989 si scavo' sul fianco occidentale della villa, interrato a profondita' maggiore. Apparvero cosi centinaia di ossa di animali e minuscole ossa umane. Sembrava dunque che dopo essere stata abbandonata e andata in rovina nel corso del II sec. d.c, la villa fosse stata riutilizzata come cimitero probabilmente nel V sec. Cinque stanze di media e piccola dimensione, con le mura parzialmente crollate erano state riempite dal basso verso l'alto con sepolture di 47 bambini.

Clicca e guarda le Immagini della Chiesa S.Maria

Perche' seppellire i bambini in un luogo lontano dagli adulti? Nell'antica Roma non esisteva la tradizione di seppellire i bambini nei cimiteri. Il cimitero di Poggio Gramignano era stato utilizzato per un brevissimo periodo di tempo; le ultime ceramiche di terracotta sono della meta' del V sec. d.c.. La maggior parte dei corpi degli strati erano stati seppelliti uno alta volta, mentre quelli degli strati superiori erano stati inumati in gruppi. Il cimitero sembrava essere stato riempito nel giro di qualche giorno. Questo tipo di sepoltura ci suggerisce che fosse in atto un epidemia, inizialmente causa di pochi decessi e poi diffusasi rapidamente uccidendo un numero sempre maggiore di bambini. Quali siano state le conseguenze per gli adulti non si potra' dirlo finche non verranno trovate le loro sepolture.

I resti della villa sono illustrati da una documentazione storica pittorica e letteraria di prestigio internazionale edita da "L'Erma" di Bretschneider (Roma 1999, pp. 690) Opera di importanza fondamentale sul complesso archeologico di Lugnano in Teverina di, David e Noelle Soren "A Roman villa and a late Roman infant cemetery" il libro non solo dice l'ultima parola sulla villa di Poggio Gramignano, ma porta il monumento umbro sulla ribalta internazionale. I reperti rinvenuti sono conservati nel Museo civico, attualmente presso la sede comunale in attesa del trasferimento alla sede definitiva della "Fabbrica".

Chiesa di Santa maria del Ramo o di ramici

Lungo la strada che porta ad Attigliano, immersa nella campagna lugnanese si trova la chiesetta di Santa Maria del ramo o di Ramici. La strada bianca per giungere a questo piccolo santuario lascia la provinciale per Attigliano e scende tortuosa in mezzo ai campi. La macchia del Cerreto alla sua destra e l'estremita' nord di poggio Gramignano alla sua sinistra.

La chiesetta e' su di un poggio, circondata su tre lati da forti declivi. Giu' in fondo, scorre il fosso del "Molinaccio".

Si tratta di un luogo isolato, immerso nel silenzio della natura e circondato da uno spazio ben curato in mezzo ai cipressi, particolarmente adatto per una bella scampagnata. Gran parte del merito di questa cura va dato al "Comitato di Ramici", che con impegno e passione se ne occupa. Il Santuario e' stato costruito nei primi del 1400, in onore dell'immagine di una madonna miracolosamente ritrovata, secondo una leggenda popolare, da una pastorella tra i rami di una quercia. Da circa 600 anni i lugnanesi sono particolarmente devoti a questa immagine.

Clicca e guarda le Immagini della Chiesa S.Maria

Ancora oggi le pareti della chiesetta sono ricoperte di ex-voto a testimonianza di grazie ricevute o come preghiera di aiuto per qualche pericolo. Ogni anno, il 12 Maggio, si organizza una festa. L'intero paese si sposta, anche a piedi, verso il santuario. All'aspetto religioso si unisce quello popolare; si tratta di una sentita festa popolare, in cui la comunita' si ritrova insieme.

Il benessere con le terme

Nei pressi del Tevere sgorgano le acque solfuree del "Castello di Ramici". Si tratta di acque sulfuree-salse solfato alcalino-terrose. Il luogo e' raggiungibile in macchina percorrendo la strada per Attigliano oppure attraverso una strada di campagna prima imbrecciata e poi sterrata. Passando dalla fontana delle Morre si raggiungono le rovine del "Castello di Ramici". Il sentiero, che segue l'antico percorso che collegava Lugnano alla valle del Tevere, permette di spaziare sulla campagna circostante. Una volta giunti sul luogo, sulle sponde del Tevere, ci si trova alla sorgente dove l'acqua sgorga da una fontana a 15 gradi impregnando l'aria dell'odore di zolfo. E' in corso di realizzazione un progetto che rendera' fruibili al pubblico le acque sulfuree.

Una grande vasca divisa da un ruscello artificiale raccoglie l'acqua che sgorga dalla fontana. La vasca permette l'immersione per godere dei benefici dell'acqua grazie anche ad un blocco per i servizi igienici. Intorno alla vasca una serie di passerelle in legno con staccionate si inseriscono in un percorso naturalistico basato sulla caratteristica vegetazione locale inserita in una delle piu' belle valli del Tevere, tra le sponde del fiume e con alle spalle i caratteristici calanche argillosi. La struttura e' completata da un'area parcheggi ed una per la sosta di cavalli collegata ad un itinerario per il trekking. Questo progetto permettera' al pubblico di utilizzare le acque per le loro numerose proprieta' terapeutiche.

Sono infatti riconosciute alle acque di Ramici numerose proprieta'. Molte malattie croniche delle articolazioni, delle ossa e dei muscoli trovano in queste acque un efficace strumento terapeutico. Le proprieta' anti-infiammatorie delle acque del "Castello di Ramici" sono state documentate da vari studi. Grazie a queste proprieta' i bagni con le acque sono estremamente efficaci per diverse patologie della pelle quali eczemi, dermatiti oppure malattie reumatiche. Si sono documentate proprieta' terapeutiche anche per malattie infiammatorie dell'apparato genitale femminile o patologie venose degli arti inferiori. Non va dimenticata inoltre la attivita' depurativa che possono esercitare sull'apparato digerente, sul fegato e sulle vie biliari se bevute. Possiamo affermare che queste acque rappresentino un validissimo strumento di prevenzione e di terapia, capaci di aumentare lo stato di benessere generale.

Convento e chiesa dei cappuccini

Il convento di S. Antonio dei Cappuccini, immerso in un meraviglioso boschetto di cerri, domina dalla sua collinetta il paesaggio attorno al centro storico. Fu costruito con opere volontarie degli abitanti di Lugnano. La popolazione lavora per sei anni alla sua costruzione dal 1573 al 1579. I cappuccini restano a Lugnano fino al 1928. Oggi il Convento e' stato restaurato ed ospita una struttura turistico-ricettiva.

Comune di Lugnano in Teverina - Tel. +39 0744 902321
Via Umberto I, 36 - Lugnano in Teverina (TR)


WAI Level-A Conformance   Valid XHTML 1.0 Transitional   Valid CSS